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Finalmente è arrivato anche il momento di innaugurare anche la sezione “Interviste”, una sezione dedicata ai migliori pescatori, Italiani e non.


Le domande delle interviste saranno sempre le stesse bene o male, in maniera tale da avere, da più persone, i diversi modi di pensare e di interpretare la tecnica dello Shore jigging sugli stessi punti.
Iniziamo con l’intervista , ed apriamo la senzione con Ngiulo Sparrow Pequeno!!!


Ciao, parlaci un po di te…

Ciao, mi chiamo Angelo anche se sono noto sulla rete con lo pseudonimo di Ngiulo Sparrow, pesco con gli artificiali da parecchi anni e si può dire che questo tipo di pesca assieme alla musica ai graffiti e ai Tattoo sono le colonne portanti del mio stile di vita e del mio modo di essere. Amo pescare ma per prima cosa amo il mare, che mi regali catture o cappotti non importa, l’importante è quella quiete interiore e quella sensazione di tranquillità che solo quando sono a mare riesco a provare . Mi sovviene un aforisma di Giovanni Verga che voglio condividere con te e con chi leggerà quest’intervista: “Il mare non ha paese nemmeno lui, ed è di tutti quelli che lo stanno ad ascoltare, di qua e di là dove nasce e muore il sole.”


Da quanto pratichi la tecnica dello Shore Jigging? E come hai iniziato?

Ho iniziato a fare Shore Jigging circa 4 anni fa con discreti risultati. Ne sono entrato a conoscenza grazie a qualche video degli amici del sol levante ma la vera e propria passione è arrivata osservando qualche bel video degli amici della Grecia.


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Che attrezzatura utilizzi solitamente?

Ho iniziato con una Falcon FS 6-166, anche se non è propriamente da Shore Jigging vista la lunghezza, poi ho proseguito con una Solpara ed ora sono in cerca di un nuovo attrezzo. Sicuramente riusciró ad orientarmi benissimo sul prossimo acquisto grazie ai consigli che dai sulla tua pagina che trovo veramente esauriente, ben fatta e ricca di aggiornamenti sulle news del mercato.


Il tuo jig preferito?
Il mio jig preferito è il Tokon di Damiki, poi comunque mi piacciono molto lo Jugulo di Molix il nuovo SeaRide di Blueblue Tokio e il Tementai di Duel .


Che pesce preferici insidiare?

Mi diverto parecchio insidiare gli Alletterati, sono divertenti, molto combattivi e spesso le catture si susseguono una dopo l’altra.


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Raccontaci della cattura che più ti ha dato soddisfazione e che ti è piaciuta di più…

Le catture più belle sono state 2; la più recente è una bella riccioletta che mi ha dato del filo da torcere. L’ho catturata proprio sul Tokon poco dopo l’alba un paio di mesi fa. L’altra è stata una bella cernia bianca catturata di notte in zona portuale due annetti fa circa.


Nella tecnica dello Shore Jigging, vengono sempre più usati oltre ai casting jig, cucchiaini, arpoon, kabura e inchiku.  Sei favorevole o sei più un purista e tendi solo ed esclusivamente ad utilizzare casting jig?

Beh secondo me la sperimentazione è alla base della pesca con gli artificiali quindi se si può spaziare ben venga. Io ad esempio ho avuto riscontri positivi sia con Arpon che con Kabura ed Inchiku .


Come vedi il futuro dello Shore Jigging in Italia?

Visto il fenomeno della tropicalizzazione sempre più consistente e l’entrata di nuove specie ittiche penso che lo Shore Jigging sia una tecnica agli albori e andrà via via crescendo con riscontri sempre più positivi anche qui in Italia.


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Cosa consigli a chi si sta avvicinando alla tecnica dello Shore Jigging?

Vorrei dire a chi inizia di valorizzare molto questo tipo di variante dello spinning classico in quanto è un’ ottima tecnica perché oltre a permetterci lunghi lanci ci permette di sondare diversi strati d’acqua, stimolando non solo l’appetito dei pesci ma anche la territorialità e l’aggressività; ragion per cui ci permetterà di insidiare prende che spesso sarebbero state insidiabili solo da barca. Praticate con costanza e verrete ripagati, non mollate ai primi cappotti!!!


Vuoi aggiungere qualcosa?

Concludo ringraziandoti per l’intervista, è stato un onore ed una grande gratificazione per me. Buona fortuna e ancora complimenti per il blog.